venerdì 31 dicembre 2010

HO IMPARATO...

è passato poco più di un mese da quando sono arrivata in africa. credo di avere imparato alcune cose. tra queste... ho imparato:
ad apprezzare l'acqua, potabile e non (tirarla su dal pozzo è faticoso!);
che qui tutto è più faticoso e stancante;
che si sa quando si parte, ma non quando (se) si torna;
a non fare programmi, se non a distanza di cinque- dieci minuti;
ad aspettare pazientemente, prima o poi qualcuno arriva (forse);
che noi europei abbiamo gli orologi, ma non il tempo (cit. Vescovo);
che chi meno ha, più dà;
che la mattina e la notte qui fa freddo;
che un sorriso vale più di mille parole;
che il mercato è un luogo che, d'ora in avanti, eviterò accuratamente;
a ridere di più (per arrabbiarsi c'è tempo);
... infine, a parlare il francese!

auguro una buona fine ed uno splendido 2011 a tutti!!!

giovedì 30 dicembre 2010

REGALI

Ieri è arrivato il pacco dei miei genitori, e finalmente ho potuto distribuire i regali. purtroppo la cosa non è stata facile, nè è andata troppo bene. il motivo è che tutti volevano tutto. e dato che io avevo chiesto le bamboline per le bimbe fino ai sette anni, non ne avevo per quelle di dieci o dodici. lo stesso discorso vale per le catenine e per le macchinine. allora, dato che mi dispiaceva troppo vedere le facce scontente dei bambini, ho deciso di non darle a nessuno. tutti hanno avuto un cappellino e qualche vestito, erano comunque contenti. purtroppo con i regali è così, sono bambini che non hanno niente di materiale, non hanno giochi, nè bambole, nè macchine. e allora, naturalmente, tutto diventa bello. forse lascerò ciò che non ho distribuito alle suore, affinchè lo diano loro ai bambini di tanto in tanto per giocarci, e forse qualcosa lo porterò qui nei villaggi.
oggi è venuto a visitarci florence, il figlio del traduttore nella chiesa. è malato. così ho pensato di regalargli una macchinina. ma lui, appena mi ha vista, ha cominciato a piangere ed è fuggito, la bianca ha colpito ancora!! dopo però, da lontano, mi ha salutata. sarà il primo passo verso un ripensamento sui bianchi?

mercoledì 29 dicembre 2010

Sì, GRAZIE!

Vuoi? sì, grazie.
è questa la risposta che sento sempre, indipendentemente da cosa io offra. perchè qui la gente non ha paura di dire che ha voglia di una caramella, o bisogno di un vestito.
non dicono no le suore quando offro loro lo yogurt o le verdure, che loro hanno preparato per me.
nessuno, bambino o adulto, ha mai rifiutato una caramella o una gomma da masticare. anzi, quando per strada i bambini vedono che sto distribuendo dolci, si affrettaono a chiamare gli amici. e ieri, quando ho comprato la cioccolata per i bambini dell'orfanotrofio, eugeniè con volto molto serio mi ha detto: mariè- jeanne non l'ha ancora avuta!
gli operai che hanno fatto i lavori qui hanno sempre accettato le mie bottiglie d'acqua, e quello che mi aveva raccontato dei suoi figli ha preso con un sorriso la tutina da neonato.
il 26 sono andata a fare un giro nel villaggio, per la prima volta da sola, e sono entrata nella prima casa nella quale ho visto bambini. la ragazza (o poco più) che c'era dentro era a petto nudo. ha risposto al mio saluto, ed è balzata in piedi quando ha visto che frugavo nel mio zaino. le ho dato un vestitino, le ho detto: è per natale! e lei con un gran sorriso mi ha fatto un inchino, ringraziandomi.
anche i bambini che abitano alla diocesi, quando hanno visto che avevo due puzzle in stanza, hanno avuto piacere a prendere la macchinina ed il piccolo peluche.
intendiamoci, prendono e DANNO! tutti dividono il proprio pasto, e chiunque chieda (nel limite del possibile) viene accontantato.
do ut des? no, spirito umano!

martedì 28 dicembre 2010

LE SUORE

Non posso non parlare delle suore, motore infaticabile dell'orfanotrofio!
sono quattro, si chiamano Opportune, Esmina, Alfonsine, Marceline. si svegliano alle quattro, e pregano. alle sei vanno a svegliare i bambini, spazzano, aprono la cucina.
suor Esmina sta con i più piccoli, è la maestra d'asilo. suor Opportune ha come compito di andare nei villaggi per fare la formation des femmes. suor Alfonsine è la tuttofare, mentre suor Marceline segue il coro della chiesa. sono tutte in perenne movimento, sotto il sole, al buio, nel fumo della cucina. non si lamentano mai, la loro prima e più grande preoccupazione sono i bambini e la loro educazione. controllano che tutti abbiano mangiato, che siano puliti, che abbiano riposato a sufficienza. a volte mangiano alle tre di pomeriggio e o alle undici di sera, sempre con un sorriso sulle labbra. per me fanno lo yogurt e le verdure, loro mangiano anche in piedi, se il tempo scarseggia. pregano sempre, mi parlano dei santi, di Dio. 
la più severa è suor Opportune, lei si arrabbia spesso, ma poi non riesce a trattenersi e scoppia in una sonora risata. è lei che fa i lavori più pesanti, come andare al mercato di parakou, e trascinare i sacchi di farina. a volte insulta i ragazzi più grandi perchè non si lavano, ma poi li abbraccia, sporchi di polvere.
suor Alfonsine ride sempre, non riesce neanche a finire i discorsi, a volte. e quando mi dice, ridendo, che l'acqua per lavarsi è fredda, o che non digerisce il latte, poi aggiunge subito: ma è la mia missione, è la mia missione!

suor Marceline è la più riservata, ha un portamento regale (cammina con passo elegante e bel portamento), tranne quando trancia le ossa di pollo con i denti...
suor Esmina ora è partita a cotonou, suo madre è malata, quindi non ha festeggiato con noi. ma ha chiamato spesso, e tutti hanno pregato per lei.

lunedì 27 dicembre 2010

SOGNI

Cosa vuoi fare da grande? , è la domanda che pongo più spesso ai bambini.
eh, tata, ora devo finire il collegio, mi mancano tre anni.
sì, ma dopo? cosa vuoi fare come lavoro?
tante bimbe (alida, azoumi, maroufa...) mi rispondono che vogliono diventare suore, alcuni ragazzi vorrebbero diventare preti (emmanuel, maurice, marcel). ma le risposte sono le più svariate: geraldina ambisce ad essere avvocato, tribuce sosterrà il concorso per entrare nell'esercito. margueritta sarà una paziente infermiera, kabirou un intransigente poliziotto. manicha lavorerà alla dogana. dieu- donnè vorrebbe fare il guardiano. bio sarà medico. leopold ancora non ci ha pensato, gli ho detto che deve farlo, perchè il futuro è importante.
ma ancora più importante, per me, è che questi ragazzi e bambini abbiano sogni e speranze! loro sono stati abbanonati per vari motivi, alcuni hanno perso i genitori, ma quello che è grave sono le credenze nei piccoli villaggi.
quando un bambino nasce con parto podalico (ok, non so se sia il termine esatto), secondo la tradizione porta male. la stessa cosa vale per chi nasce con i dentini, e per i gemelli.
una volta il Vescovo mi ha detto: nei villaggi si dice che nascere con i denti porti male. immaginati che bello sarebbe se uno di loro diventasse dottore! sarebbe un segnale, un inizio per sfatare la leggenda. perchè non ci sia, mai più, nemmeno un bambino abbandonato...

domenica 26 dicembre 2010

FACCIAMO I CONTI!

Doveroso, visto che per la laurea avevo chiesto un'offerta per l'orfanotrofio di Ouenou, rendere conto. quando sono partita, pensavo di comprare qui piccoli regali e vestiti, ma mi sono resa conto che è un'impresa a dir poco ardua... i negozi sono pochi, chi vende lo fa sulla strada, e non ho mai visto un supermercato. quindi, ho pensato di prendere biscotti, cioccolata e caramelle. mi rendo conto che non è educativo, nè fa troppo bene alla salute ecc. . ma davvero i bimbi impazziscono, ci sono vere e proprie lotte, con le lacrime agli occhi mi dicono che non hanno ricevuto neanche un biscottino. quando sono andata nel villaggio di sarakou, la più anziana mi ha domandato ''bon bon?''... mi ha fatto pena, aveva un piede rotto, era stanca, forse malata, ma quando le ho dato tutto il sacchetto ha fatto un sorriso a venti denti (alcuni mancavano). prenderò qualche orecchino, visto che alcune bimbe ne hanno solo uno (ma due buchi). i regali che hanno mandato i miei genitori sono in viaggio, dovrebbero arrivare domani, e colgo l'occasione per ringraziare i signori Sauto per i cappellini. ringrazio anche la signora Carmela, in questo momento mi sfugge cos'ha mandato. inoltre, vorrei dire che non posso scrivere tutti i nomi i coloro che hanno partecipato alla ''donazione di laurea'', il rischio di dimenticare qualcuno è troppo grande... dico solo che i miei amici universitari sono speciali! e grazie anche da parte dei diretti destinatari, i bambini. grazie a chi, in questi giorni, mi ha chiesto come fare donazioni per aiutare l'orfanotrofio, ed a tutti voi che mi seguite.
siete grandi ;)

sabato 25 dicembre 2010

NATALE IN BENIN

Non vi voglio proporre un cinepanettone, piuttosto la descrizione del Natale qui...
intanto, ieri sono diventata madrina di emmanuel, che ha fatto la comunione!!! dato che non ha parenti, il vescovo mi ha chiamata :) mia nipote francesca è avvisata, ha un concorrente!
anche stamattina siamo andati a messa, tutti hanno messo i loro abiti migliori, è stato un tripudio di colori. dopo i bambini hanno cucinato, visto che catherine è tornata a casa per le vacanze. il pranzo di Natale? allora, pàte noir (igname seccato e tritato, poi cotto), con sugo di arachidi (piccantissimo), pollo ed insalata. i bimbi erano contentissimi! ora andiamo a fare una passeggiata tutti insieme, stasera faremo una piccola festa; li ho avvisati che i loro regali stanno arrivando, ma non hanno fretta. abbiamo anche organizzato un concorso a premi per chi si comporta meglio!
è stato sicuramente il mio Natale più strano, per tanti motivi. è la prima volta che non lo passo con la mia famiglia, che non gioco a palle di neve. è la prima volta che non mangio pandoro & co., che non apro regali. ma qui sono tutti sereni, non manca davvero nulla. i bambini sono contenti di andare a messa, non si lamentano quando, come oggi, hanno mangiato alle tre di pomeriggio. è strano vedere bimbi di quattro anni che non scrivono lettere di Natale, che non aspettano babbo natale. certo è un po' malinconico che niente, da fuori, segnali che oggi è un giorno particolare (sveglia alle sei, merenda, messa, cucina, pranzo), ma forse è più vero così.

Buon Natale a tutti, che voi possiate passare serene feste!!!

venerdì 24 dicembre 2010

PARAKOU

giuro che è l'ultima volta! la prossima persona che mi chiede di andare al mercato, riceverà come risposta un garbato, ma definitivo, NO! e invece oggi mi sono fatta incastrare...
partiamo alle nove!!! (dieci...) come mai non c'è il bus? appunto perchè sono le dieci! e allora ci incamminiamo verso n'dali (13 km), passano due motorini, nella direzione opposta. finalmente una specie di camioncino si ferma, destinazione parakou. Vamos! vamos per due chilometri, perchè si ferma subito a caricare sacchi di riso. intanto la ragazza che è seduta vicino a me mi chiede se sono comoda. sì! con un piede sull'acceleratore e l'altro fuori dal finestrino... siamo in quattro davanti, dietro sono un numero indefinito elevato al quadrato. ripartiamo dopo mezz'ora, con varie soste sotto un sole infernale. arriviamo all'una, la mia maglia è fradicia. e cominciamo a contrattare, urlare, pagare, far finta di lasciare, per trovarci alle quattro senza pranzo ma con insalata e altre verdure che non so classificare. cerchiamo un passaggio per il ritorno, è una macchina del XVII sec. (credo fosse quella di mago merlino!), tre davanti, otto dietro, e ovviamente cosa succede? certo, si ferma. così. aprono il cofano... mi sembra che manchino pezzi, comunque in qualche modo ripartiamo, quando arriviamo la suora si fa il segno della croce, ma non è finita. gli ultimi chilometri li abbiamo percorsi in moto, tra papaia, polli, pesci e carote...
ora vado a messa, oggi c'è una comunione...

p. s. ho visto che ci sono circa 20 visualizzazioni giornaliere, ma solo dieci lettori fissi. se vi va, mettetevi come followers, ho piacere di sapere chi mi segue!!! :DDDDDDDDDDDD GRAZIE!!!

giovedì 23 dicembre 2010

PRINCIPESSA

I bambini mi trattano con i guanti!
quando mangiano, mi invitano sempre, proponendo di dividere la loro merenda, e mi chiedono preoccupati se ho mangiato bene ed abbastanza. mi offrono le poche caramelle che ricevono.
quando vado al pozzo per prendere l'acqua,  c'è sempre qualcuno che la tira su per me, e fanno a gara per portarmela in stanza, con la bacinella in testa. addirittura vogliono lavarmi il tappetino del bagno...
quando andiamo a messa, lottano letteralmente per sedersi vicino a me, ed appena usciamo tutti mi si buttano addosso per afferrare un dito (la mano viene suddivisa in cinque dita per cinque persone).
non appena arriviamo al gazebo, si mettono in fila per ripetere la lezione, oppure per giocare con le filastrocche. se un gioco prevede una punizione, io posso giocare e qualcuno si immola per me.
vogliono imparare l'italiano, e la sera mi salutano con ''buonanotte''.
hanno scoperto che so disegnare, ed adesso passo ore a disegnare alberi di natale con passerotti sulla stella cometa, mi raccomando, tutti uguali, sennò vuol dire che preferisco qualcuno.
i ragazzi vengono da me a chiedere il pallone, perchè sanno che non so dire no, e poi gioco con loro...
quando due litigano, io sono chiamata a fare da giudice... anche se poi non capisco, perchè tra loro parlano in baribà...
quando sono a mensa a servire, vengono sempre a chiedere il bis del sugo, e mi fanno un sorriso così quando, velocemente per non essere vista dalle suore, glielo do. ogni volta che lavo, c'è un volontario che si offre di sostituirmi...
insomma, principessa bea di ouenou!!! :)

mercoledì 22 dicembre 2010

CHI RESTA, CHI PARTE!

Oggi la scuola è finita, qui a Ouenou, ed alcuni bambini, quasi la metà, sono andati a casa. altri, i bambini di papà, così si definiscono, rimarranno qui.
già dal mattino si sentiva aria di cambiamenti. i bimbi si sono svegliati e hanno iniziato a preparare le loro cose, buttandole letteralmente nelle sacche. si sono lavati, pettinati, incremati ed è cominciata l'attesa. eravamo tutti seduti sotto il gazebo. ogni volta che arrivava un genitore o un parente, gridavano il nome del villaggio del fortunato, che prendeva le sue cose, salutava, augurando buone feste, e partiva, aiutato dagli altri. tutti a salutare, qualcuno a chiedere di portare un piccolo dono al ritorno. alcuni se ne sono andati in motorino con i genitori, altri con la macchina, altri ancora abitano molto lontano, ed i genitori hanno mandato un moto- taxi. chi rimane è felice per gli amici che vanno a casa ed è comunque contento di rimanere qui. tutti mi hanno chiesto se resto. certo è difficile spiegare ai più piccoli perchè nessuno li viene a prendere, ma faremo del nostro meglio per non far loro mancare nulla!

martedì 21 dicembre 2010

FESTA!

Abbiamo un po' anticipato la festa di Natale, visto che domani alcuni bambini partiranno per andare a casa. da una settimana non si parlava d'altro! alle 18 abbiamo dato sfogo alla nostra allegria:
dopo la preghiera con monsignore abbiamo dato un piccolo regalo a tutti, un tubo di matite colorate, dopo abbiamo premiato i migliori delle sei classi. infine c'era anche un piccolo riconoscimento per chi si comporta sempre bene. erano contentissimi delle matite, dei temperamatite e delle gomme. ma la gioia più grande, per loro, sono i biscotti. e monsignore ne ha portati un bel po'!!!
 bio ha preso il tamburo e ha iniziato a suonare, è bravissimo, ha dei ritmi incredibili. e poi si è scatenato con me nelle danze. seguiva tutti i miei movimenti (assolutamente europei), mentre è lui a ballare molto meglio di me! addirittura leopold, il ragazzo più vecchio, ha voluto ballare PER  me (cosa che gli ha fruttato un pezzo di formaggio in più... eeeeeeeeeeeeeeeeh, al cuore non si comanda!!!). e allora tutti a cantare e battere le mani, mentre le sue gambe hanno iniziato a volare. ho ballato con il piccolo sirak, che ha solo tre anni. poi i bambini hanno mangiato il riso con il formaggio di soja (che hanno fatto loro!), e hanno guardato un pochino di tv. le suore ed io abbiamo mangiato con loro. il natale è bellissimo!

p. s. auguri a maria!!!

domenica 19 dicembre 2010

LA FAUNA

gli animali, qui, sono una realtà piuccheinteressante!



nei villaggi ci sono tantissime capre, galline e tacchini. naturalmente non manca mai il gallo canterino. per le strade abbondano i cani randagi. non ho maai visto un gatto. ma il vero animale- simbolo sono i gekki. i bambini li chiamano sela (non so come si scriva, riporto la pronuncia), ce ne sono a centinaia. e poi ci sono i maguida, gekki enormi. in effetti, ho il dubbio che si avvicinino più agli iguana, sono splendidi! verdi e gialli, con delle righe rosse. un giorno ne abbiamo trovato uno morto per un morso di serpente, un'altra volta ce n'era uno nella sala da pranzo, ed i bimbi ci hanno giocato a calcio finchè uno non l'ha catturato. disponiamo di tanti topolini da cucina, ma non disturbano. una volta, un topo è entrato in chiesa e, mentre il prete leggeva, ha attraversato tutta la navata superiore. invece i pipistrelli, che hanno costruito un nido sopra la mia testa, sono davvero noiosi. naturalmente ci sono varie specie di insetti, in particolare ho visto delle cavallette enormi, che svolazzano per le stanze. ci sono poi dei mosconi, assomigliano alle vespe, hanno un corpo particolare, sembrano due e muovono le ali in maniera stranissima, fanno quasi dei giri. ho visto, sull'asfalto, un enorme millepiedi marrone. ho visto anche un bue caricato sul tetto di una macchina, probabilmente era malato, perchè la mandria camminava al lato della strada. i bimbi hanno trovato un riccio, lo abbiamo messo in un secchio e chiamato john, mi hanno chiesto cosa mangia. ho risposto insetti e latte, spero di non aver decretato la sua morte certa. poi ci sono i ragni... parliamone! i più frequenti sono quelli a stella, sono praticamente piatti e si infilano dapperttutto, ed in più sono velocissimi, ho cercato di colpirne uno con l'insetticida e praticamente ha preso il volo... poi ci sono ragni davvero brutti, sono neri con righe giallognole, fanno delle ragnatele incredibili. ed infine ci sono ragni con gambe lunghe e vacillanti, sembrano volare, hanno il corpo che ondeggia... per fortuna i bambini me li uccidono!

LA MESSA

la messa della domenica, qui, è speciale. tutti sono contenti di andare a messa. c'è una piccola chiesa, tutta colorata, con tanti banchi. i bambini si siedono nelle prime file e, prima che arrivi il parroco, cantano. tutti insieme, con tamburi e campanellini. battono le mani a ritmo, e ballano. si vedono queste piccole figure, vestite a festa, coloratissime, che si muovono sinuosamente a ritmo di musica. durante la celebrazione, il prete parla francese, ed un adulto esce per tradurre in baribà. molto spesso fa domande ai bimbi, e loro fanno a gare a chi risponde meglio. tutti sanno a memoria le preghiere, e quando si inginocchiano lo fanno sulla pietra nuda. recitano il rosario, i più grandi stanno attenti ai più piccoli, li disciplinano. a volte, qualcuno si addormenta dopo essersi inginocchiato, la messa dura tanto! ma viene subito ripreso da un vicino, che gli ricorda di stare vigile. stamattina un bimbo molto piccolo, avrà avuto due anni, ha dato spettacolo: s'è messo a ballare in mezzo ai banchi, sembrava michael jackson! e poi è uscito, durante la lettura, e guardava tutti ridendo mentre un signore leggeva. poi, giustamente, è uscita una bimba piccola (esiste la par condicio, no) e si sono messi a ballare insieme.
insomma, uno spettacolo nella festa!!!

sabato 18 dicembre 2010

MONOSILLABANDO

Akunandò! Alafia! Ou! Mmm! Mmm! Mmm!
questo è stato uno dei primi scambi di saluti in lingua baribà cui ho assistito. il mio amico bachirou mi avevo detto, all'inizio: qui si risponde con ''ou'', poi seguono dei suoni poco decifrabili.

Kosson Burù! Ou! Mmm! Mmm!
anche quando si augura buon lavoro (ogni persona che passa lo fa, ogni volta che passa...) la discussione si svolge in questa maniera.

invece, nella lingua fon, la suora mi ha raccontato che, quando due persone anziane si incontrano (i giovani non lo fanno più), per salutarsi si mettono una di fronte all'altra, si tendono la mano, sfiorandosi, e poi portano la mano al petto, per un numero indefinito di minuti, accompagnando i gesti con una litania.

nel dialetto dazzà, frequentemente rispondono con ''ahhhhhàààààààà'', oppure con ''mhhhhmmmm'', con una piccola pausa tra la prima lettera e l'aspirazione. spesso, poi, schioccano la lingua in senso di approvazione (credo!).

anche quando andiamo alla formation des femmes e la traduttrice parla alle donne, loro rispondono in coro (''eo'' sta per no, ''o'' per sì).

in chiesa, il prete saluta tutti con ''akunandò'', e tutti gli rispondono ''alafia''.

e tutti, nei villaggi, nei negozi, per strada, sono contentissimi quando rispondo nella loro lingua. mi mettono alla prova, e scoppiano a ridere quando vedono che ho capito...

(foto: la cuoca Catherine)

venerdì 17 dicembre 2010

SS. POMODORI

Ieri mattina, alle 8. 15, la suora mi ha detto: ''Partiamo ADESSO per andare a prendere i pomodori a Maregourou.'' verso le 11. 20 siamo salite in moto (adesso è relativo...) e siamo partite. prima tappa a bori, per salutare Fileau, il cui figlio è malato. dopo un'ora di vane ricerche, l'abbiamo trovata, ed abbiamo imboccato la ''strada'' per maregourou. praticamente, era come guidare in spiaggia. buche, sabbia secca, polvere dapperttutto. finalmente, arriviamo. i pomodori ordinati erano due ceste, ma abbiamo dovuto contrattare il prezzo (il tutto con l'ausilio di un bimbo che parla sia francese che bariba). dopo hanno preso dei sacchi, in cui hanno versato i pomodori. ''vai a dire a x che dica a y di portare i sacchi.'' e il tempo passa... poi voleva i peperoncini. dov'è il bimbo poliglotta? è andato a giocare a calcio. chiamalo! no, i peperoncini sono finiti. limoni? mmm, ok. papaia? il prezzo qual è? facciamo mille... va bene mille. altro sacco per la papaia. avete patate? sì, qui sulla testa. no, non già cotte. ah ok, vado a prenderle... così poche? abbiamo 88 bambini. allora domenica ve ne porto quattro ceste. va bene. carichiamo i pomodori e la papaia sulla moto di un ragazzo che ci accompagna. ma il prezzo non va. quindi lui smonta tutto e non viene. il prezzo si alza, lui è disponibile. rimonta tutto. intatnto una signora ci porta l'igname cotto, che mettiamo in borsa per non offenderla (io poi lo dimenticherò, per trovare del purè la sera). carichiamo le patate dietro di me, sono schiacciata tra 85 kg di suora e 30 kg di patate. al ritorno ci fermiamo a fare benzina. i 30 km che ci separano da ouenou diventano 60, poi 90. non finirà mai, questo viaggio. e il sole, intanto, ci accompagna. alle 14. 45 arriaviamo all'orfanotrofio.
amen... !

mercoledì 15 dicembre 2010

LA NOTTE AFRICANA

la notte africana è diversa.
giunge all'improvviso. mentre alle sei e mezzo è ancora chiaro, alle sette non si vede più nulla.
è fredda. il dì, con il suo calore ed il sole equatoriale non farebbe pensare che sia possibile. ma alle tre ti svegli, congelata, ringraziando di avere messo una coperta sotto la rete (io dormo con pigiama, coperta, felpa).
è stellata. non ho mai visto tante stelle in vita mia. la ragione è che le luci sono poche, quindi si vedono meglio. sono più nitide, più luminose, più grandi. e la luna splende a più non posso.
è rumorosa. ci sono topi che corrono, cani che ululano, pipistrelli che svolazzano. in questo momento, un corteo danzante e cantante (si distinguono i tamburi) sta dando spettacolo davanti alla mia finestra. alle cinque di mattina l'imam richiama tutti alla preghiera.
è viva. c'è sempre qualcuno che parla, urla, ride, piange, spazza.
ieir mattina ho aperto la finestra alle sei e mezzo (ero ancora nella fase rem) e leopold, uno dei ragazzi più grandi, mi ha urlato un gioioso ''bonjour, tatà''!
in fin dei conti, forse è la gente africana, così gioiosa e ridente, a rendere la notte diversa.
buona notte (a proposito!)

p. s. auguri papà!!!

lunedì 13 dicembre 2010

MARTIN

Martin è, da tutti, considerato la mascotte di Ouenou. ha cinque anni, ma è piccolo per la sua età. segni particolari?
mangia sempre qualcosa... ed appena finito, viene e dice: io non ho mangiato niente!!! quando mangia arriccia il naso e inclina la bocca, praticamente ''versa'' il cibo nel cavo orale.
altra caratteristica: si fa ancora la cacca addosso, forse perchè nessuno ha avuto la pazienza di spiegargli, con le buone, che deve andare alla toilette. ma domenica, durante la messe, è venuto da me e, nel bel mezzo del silenzio, mi ha detto: devo andare al bagno... bravo!!!
quando riceviamo visite, è lui a dare il regalino ai visitatori, ed è sempre lui che chiede di venire in braccio. ha una tosse strana perenne, e si addormenta facilmente.
è nero nero nero, la sua voce è flebile. ma si fa rispettare, eccome!!! e quanto ride...
quando conta, arriva correttamente fino a 14, poi salta al 20 :)
un giorno, aveva due anni, è dovuto andare all'ospedale, perchè aveva un difetto alla lingua che lo faceva parlare male. gli hanno chiesto il nome, ha risposto ''martin''. gli hanno chiesto il cognome e ha risposto... ''monsigneur''!!! (Monsigneur Martin è il vescovo che cura i bambini, che loro chiamano papà, ed ovviamente ''monsigneurìì è il suo titolo!!!), ma la cosa più strana è che lo hanno registrato così, all'ospedale.
il suo vestito buono, quello della domenica, è arancione, con delle righe verdi, che lui orgogliosamente porta con le scarpette gialle.

Martin, un idolo!!!

domenica 12 dicembre 2010

I PASTI

i bambini qui si svegliano verso le sei e mezzo (il lunedì alle sei, alle sette bisogna essere in chiesa), e cominciano a spazzare il cortile e le stanze. i più grandi lavano i più piccoli, con l'acqua del pozzo. ma vi voglio parlare di quello che mangiano. fanno merenda alle dieci (per la colazione non c'è tempo) e prendono a random:
farina di manioca con pesce
farina con acqua e zucchero (tutto bollito)
una specie di latte in polvere con un panino

a mezzogiorno escono da scuola, ma il pranzo non è pronto, infatti per cucinare usiamo il fuoco (insomma, intendo quello con la legna tipo caminetto di montagna). molto spesso c'è la pate beninoise: io avevo promesso che avrei mangiato tutto, quando l'ho assaggiata mi sono davvero sentita male. è cattiva, senza mezzi termini. neanche ai bambini piace, ma costa poco. altre volte c'è il riso, con il sugo di pomodoro e carne (un pezzettino di carne a testa, ma è una cosa onesta, visto che la mangiano ad ogni pasto). altre volte c'è la zuppa di fagioli. la preparazione è lunghissima, con due pietre si frantumano i fagioli, si mettono in una bacinella ed una volontaria coatta inizia a mescolare. poi il tutto viene bollito, e si serve con la farina di manioca. i bimbi, con le mani, fanno degli gnocchetti (sono abilissimi). capita che ci sia la pate rouge, una pasta piccante davvero buona. molto spesso c'è igname, una grande patata. si fa in moltissimi modi, e a loro piace. ma la gioia più grande sono i maccheroni: in effetti sono dei fusilli, ma il termine è generico. oggi li ho serviti con dei pezzi di carne, ma mi hanno ripresa perchè ne davo troppa: un pezzetto a ciascuno. e, a malincuore, dovevo rimettere nella pentola la carne di troppo.

verso le cinque fanno merenda: il caso assolutamente eccezionale sono i biscotti, per i quali si ammazzerebbero. ieri maman (la cuoca, Azoumi) ha fatto dei dolcetti con farina e zucchero, sembrava natale! altre volte ancora c'è una sostanza acquosa a me sconosciuta (farò indagini)...

la cena si serve verso le nove e mezzo, ed è diversa dal pranzo...
non c'è molta frutta, la verdura è praticamente assente.

p. s. non chiedetemi delle condizioni igieniche!!!

venerdì 10 dicembre 2010

LA MIA GIORNATA

Prendiamo, ad esempio il lunedì (anche se, qui, tutti i giorni si assomigliano). mi alzo verso le sei e trenta, ma sono sveglia già da un pò grazie ai galli (insopportabili). mi lavo con la torcia messa nell'inclinazione giusta, dopo aver controllato la densità dei ragni nella mia stanza. la mattina fa freddissimo, quindi per lavarmi mi accuccio per terra, senza gettarmi l'acqua in testa come faccio invece a mezzogiorno. poi spazzo tutto ciò che mi capita sotto mano: stanza, gazebo, viali. colazione verso le nove (latte in polvere e cereali per i bambini). esco con la suora per fare formation des femmes (mi raccomando, partiamo alle nove, e io da buona altoatesina alle otto sono pronta, per poi fare colazione alle nove e venti... mah, il tempo è relativo). andiamo in uno o due villaggi, tornando davvero stanche all'una, e poi serviamo i bambini. verso le due mangiamo noi, prima preghiera in cappella, poi bisogna lavare i piatti (cosa tutt'altro che semplice, bacinella di qui, bacinella di lì, pozzo, ecc.). verso le tre torno in stanza, mi faccio la doccia, prendo le mie cose per andare a fare la lezione d'inglese. alle cinque e mezzo- sei finisco, i bambini fanno merenda, giochiamo insieme, alle sette c'è la messa, che finisce verso le otto e mezzo. poi i bambini ripetono le lezioni, io li ascolto (capiranno che non capisco niente?), mangiano verso le nove e mezzo e noi verso le dieci. dopo aver lavato e pulito la cucina, corro come una disperata in stanza, perchè alle undici staccano la corrente, mi lavo i denti mentre faccio pipì, il viso mentre mi asciugo, afferro la torcia, mi butto nel letto e infilo la rete. di solito m'addormento con la luce ancora accesa...

(foto: orfanotrfio)

PICCOLI INCONVENIENTI

in africa può succedere che devi ad andare in un villaggio, ma di essere attaccata da un nido di vespe e di dover tornare indietro

può succedere di vedere un camaleonte che riesci a prendere in mano

può capitare di non trovare acqua potabile per giorni interi

capita che la notte faccia freddino

succede che le strade abbiamo buche enormi

può essere che nel marciapiede ci sia una  voragine

può non piovere per mesi e mesi

ma la gente è felice...

mercoledì 8 dicembre 2010

FORMATION DES FEMMES

Quasi ogni mattina la suora responsabile (credo si chiami Esmina, ma non sono sicura) va a fare la formation des femmes, ovvero si reca nei piccoli villaggi più o meno vicini per insegnare alle donne (ok, c'è anche qualche uomo che ascolta) come si devono lavare i bambini, cosa devono mangiare, eccetera. ovviamente è un'iniziativa molto importante, ma altrettanto ovviamente è faticoso e difficile: ci spostiamo in motorino (fantastiche, una suora e una bianca a 70 km/h, che per queste strade sono una velocità da gran premio, con il velo che svolazza), poi deve venire una traduttrice, perchè nei villaggi parlano invece la suora è fon. poi l'orario è flessibile, nel senso che ieri mi ha detto che saremmo partite alle 9, e alle 9 e 20 stavamo facendo colazione. e soprattutto, non sono organizzati i villaggi. noi arriviamo e qualcuno deve andare a chiamare le donne, insomma, è un passaparola. dopo portano le sedie, e si mettono ad osserrvarmi. alcuni bimbi sono seriamente terrorizzati dalla bianca!!! però tutti mi guardano stupiti. qualche ragazzino particolarmente coraggioso si avvicina anche, ma non troppo. infine, la discussione può iniziare, si ricorda loro che i bambini vanno tenuti puliti, cosa non del tutto facile qui con il vento, la sabbia e la polvere. ieri però, a maregourou, ci hanno riservato un'attenzione particolare. quando siamo arrivate, erano già tutti seduti in cerchio, stavano cantando, e naturalmente ho dovuto ballare nel centro (io che sono tanto timida, invece la suora s'è scatenata, sembrava jennifer lopez!!!). alla fine ci hanno scortato alla macchina, sempre cantando e battenso le mani e ci hanno caricato pomodori, peperoncino, papaia e una gallina VIVA nel bagagliaio. siamo infatti tornate con un prete pazzo che ha tirato a 120 km/h con la musica a palla ed i finestrini aperti... fantascienza!!!

domenica 5 dicembre 2010

alcuni pensieri faceti...

in africa:
1. i ragni non ti cercano se tu non cerchi loro
2. portarsi le all star bianche è stata una pessima idea
3. i galli cantano a tutte le ore
4. l'acqua corrente è comoda, le bacinelle sono divertenti
5. la luce elettrica è comoda, le candele no
6. passi essere svegliato dal muezzin... ma da uno stormo di pippistrelli... insomma!
7. nei villaggi non si trovano le cartoline
8. comprare al mercato è un'impresa
9. contrattatre è faticoso
10. le strade hanno delle buche stile guerra mondiale

venerdì 3 dicembre 2010

a gran richiesta... ;)






 visto che siete così ansiosi di vedermi??? eccomi... le mie famose ultime parole sono state che non avrei messo bimbi, ma ho soloqueste con me medesima stessa  io ;)

giovedì 2 dicembre 2010

BATULLè!!!

Batullè, che in lingua bariba significa ''bianco'', è il grido che ci ha accolti oggi quando siamo arrivati nel villaggio di Sarakou. i bambini impazziscono letteralmente per le caramelle, le bon- bon, ma anche gli adulti non scherzano. quando ho dato il sacchetto intero all'anziana del villaggio, si è messa a ballare e ad emettere uno strano suono dalla bocca (che io non saprei assolutamente riprodurre). ci hanno mostrato le piantagioni di mais, dove ci sono certe tagliole da far paura, enormi alveari sugli alberi secchi e carbonizzati dal sole, i cumuli di igname, e poi tutto il villaggio. al centro c'è una piattaforma rotonda, ed intorno si mettono a ballare. poi le donne hanno iniziato a lavorare l'igname, a due, a tre, con questi bastoni tum- tum- tum, solo a guardarle mi veniva caldo. e da ogni parte uscivano bambini, tutti volevano farsi fare una foto, poi la guardano e gridano ''aaaaaaahhh''! gli uomini intrecciano la paglia, lavorano i campi. le capanne sono poche, la terra arsa dal sole, ci sono capre e galline.
ma che male fa vedere una madre che mi dice ''prendi il mio bambino e portatelo a casa, io non ho niente da dargli da mangiare''...

mercoledì 1 dicembre 2010

IL MERCATO

Una cosa ve la posso assicurare: se il mercato europeo fosse come quello africano, non lavoreremmo! allora, per prendere un pò di frutta e due biscotti ci abbiamo impiegato due ore e mezzo... c'era una suora con noi, che sagacemente ci ha detto: ''Voi non aprite proprio bocca.'' e poi ho capito il perchè: gente che urla, le donne con le bacinelle che ti spostano gentilmente, ma la cosa più bella: CONTRATTARE! è questa la parola d'ordine. ed ora mi rendo conto di quanto siano comodi i prezzi fissi (inflazione e deflazione comprese). allora: chi vende spara un prezzo altissimo. chi compra controbatte con una proposta irrisoria. allora il primo si mette a ridere, e tu te ne vai. lui ti richiama, vi guardate negli occhi e capite che un punto d'accordo si può trovare. mollo un pò io ed un pò tu, et voilà il prezzo di mercato (in senso stretto)... è una tiritera incredibile, per le cipolle suor obi ci ha messo tre quarti d'ora. e poi, non è che ne prendi due! eh no, una volta che ci vai, è serio. e allora, 40 ananas, 120 arance, 10 angurie, 50 kg di riso, 50 kg di cous- cous, 15 chili di cipolle. a quel punto devi dire al povero diavolo dove sta la macchina (possibilmente anche il modello) e dare una celere descrizione dell'autista, nella speranza che mettano tutto nella vettura giusta. il tutto, in una cornice di caldo asfissiante, con le mosche sulla carne esposta e i pomodori che lentamente ma sicuramente stanno marcendo. non c'è aria in quel posto! per non parlare del reparto tessuti, che addirittura è al coperto. LA COOP SEI TU!

martedì 30 novembre 2010




ecco ciò di cui vi parlavo! che ne pensate? sono belle!

LE DONNE

le donne africane sono eccezionali: lavorano tutto il giorno. vanno in giro da sole, con i loro bimbi legati dietro la schiena, una bacinella d'acqua in testa sotto il solleone. e come sono contente quando vengono fotografate e si fa loro vedere la foto!!! oggi ne ho viste due che lavavano i vestiti in una pozza d'acqua. faceva un caldo pazzesco. eppure hanno sorriso tutto il tempo, e come erano contente quando ho dato loro una maglietta! poi ne ho viste due che raccoglievano il cotone. una di loro mi ha chiesto in lingua bariba di fare una foto, ed era così stupita di vedere la sua opera! infine ho visto le spaccatrici di pietre (mi rendo conto che il termine è atecnico...), donne straordinarie, che nella polvere s'incamminano su una strada, tornano con una cesta di pietre e con pazienza le spaccano con i martelli. addirittura una di loro teneva il viso del bimbo mentre lo fotografavo. capita di vedere donne con interi tronchi in testa. altre lavorano l'igname, un tubero duro che frantumano in polvere con enormi bastoni. dovunque io mi firi, vedo queste donne nere e bellissime che si prendono cura dei figli, spazzano e cucinano. chapeau!

lunedì 29 novembre 2010

ECCOMI!!!

Prima impressione: fa caaaaaaaaldoooooooooo!!!
A darmi il benvenuto il secondo giorno è stato un enorme ragno a stella, velocissimo.
Ma a darmi il vero benvenuto sono stati i bambini dell'orfanotrofio di Ouenou. Ci sono letteralmente saltati addosso! Sono un'ottantina, tutti abbandonati e tutti molto autosufficienti: si lavano da soli, i più grandi aiutano i più piccoli, cucinano nei pentoloni sopra il fuoco (non abbiamo acqua corrente, e corrente solamente la sera). Ci hanno accolti con dei sorrisi così, hanno cantato, ballato, giocato.
La cosa più impressionante è stata la messa: uno ha iniziato a cantare, e tutti lo hanno seguito, si sono messi a ballare, a giocare con il rosario. Insomma, sembrerebbe vero che meno si ha, più felici si è (come la donna che non riesce a camminare, ma va in chiesa sui gomiti.
Domani faremo una grande festa, e sono sicura che avrò un sacco di cose da raccontarvi!

martedì 23 novembre 2010

partenza

Eccomi di nuovo ;)
Ora ci siamo davvero!
Domani mattina alle 7. 35 inizierà il mio viaggio. Arriveremo a Cotonou alle 20. 30 (tra Italia e Benin non c'è fuso orario), e poi dormiremo lì vicino. Viaggeremo poi verso N'Dali (Wenou), dove per un mese starò in un orfanotrofio (il viaggio durerà alcuni giorni). Dopo sarà la volta di Boicon (scuola di formazione femminile) ed infine Bemberèkè (ospedale pediatrico).

ciaoooooooooooooo!!!!!!!!!!!

sabato 13 novembre 2010

ciao ragazzi!
blog creato, vaccini fatti, valigia pensata :)
sto partendo per il benin, gruppo missionario merano.
starò lì per tre mesi a fare volontariato, avrò da scegliere: ospedali, scuole, orfanotrofi...
la connessione non sarà delle migliori, ma aggiornerò il blog ogni volta che mi sarà possibile.
non caricherò foto di bambini, anche se lavorerò prevalentemente con loro.
ringrazio fin da subito tutti coloro che mi visiteranno e che mi sosterranno.

P. s. vi farò sapere dell'uso che farò della ''donazione di laurea''
ciaoooooooooooo!