martedì 18 gennaio 2011

IMMEDIATEZZA

è la parola chiave del rapporto con i bambini: l'immediatezza.
dicono ciò che pensano, e la questione finisce lì.
come il piccolo bacharou, che è davvero tremendo. dopo che l'ho sgridato perchè aveva messo le mani sporche nell'acqua pulita, lui ha preso della sabbia con il suo pugnetto e me l'ha lanciata addosso. un segno chiaro e definitivo del suo odio momentaneo verso me. poi però abbiamo fatto la pace.
o come zorobabel, che stamattina mi ha detto: dove vai?!, con tono minaccioso, nel momento in cui ho preso la chiave per andare a chiudere la finestra in camera mia.
e come tiffany, la chiacchierona del gruppo, che si attacca alla mia gamba e dice tata- tata- tata finchè non la guardo. e poi comincia a raccontare, mi dice cos'ha mangiato per cena, chi l'ha portata all'asilo, mi fa vedere i suoi calzini... non appena distolgo lo sguardo, mi rimprovera: tata, non ho mica finito, eh!
e la vivace farida, la più birichina, che mi regala i fiori e mi consiglia di metterli nel thè.
perchè ai bambini non importa che tu sia bello o brutto, nero o bianco, moro o biondo. basta giocare e divertirsi con loro. hanno la capacità di essere sempre allegri, di dimenticare che il loro nuovo compagno di gioco ha appena fatto lo sgambetto, di chiudere un occhio se l'amichetto ha messo la mano nel piatto per prendere un biscottino.
l'unica condizione è la parità di trattamento: perchè a lui hai colorato il cerchio di blu, e a me di verde? perchè a lei dai la forchetta, se io ho ricevuto il cucchiaio?
hanno una fantasia sfrenata, giocano con le ruote, con la sabbia, con una scarpa dimenticata da qualcuno. si inventano storie, viaggiano con il pensiero e sono spensierati.
dimenticano che ieri li ho sgridati, e si legano ogni giorno un po' più a me.

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